I NUOVI TEATRI DI VERONA

    Ritorno
    I nuovi teatri di Verona

    Autore: Alessio Corazza - Twitter

    L’apertura di un nuovo teatro mi mette sempre di buon umore. Vuol dire che c’è qualcuno disposto a scommettere sulla cultura, sugli attori, i musicisti, i ballerini e su un pubblico di persone curiose e sensibili disposto a pagare un biglietto per vederli. Un nuovo teatro è poi un fenomeno di rigenerazione urbana: le aree attorno diventano più interessanti, una nuova vita si accende nei suoi dintorni. E’ una delle cose più belle che, al giorno d’oggi, può succedere in una città. E fortunatamente a Verona, negli ultimi tempi, è capitato più volte.

    Verona, va detto, ha una grande tradizione di teatro, anche  popolare. Sono molti a recitare in compagnie amatoriali, spesso in dialetto. Ai teatri più prestigiosi, come il Filarmonico (utilizzato per opere e sinfonie) e il teatro Romano (dove d’estate si svolge un importante festival shakespiriano), si affianca il Teatro Nuovo, punto di riferimento per la prosa. Ma, come detto, l’offerta adesso si è ampliata. 

    Per tanti anni, a pochi passi da Castelvecchio, nascosto in una piazzetta, stava il rudere del teatro Ristori. Era stato costruito nel 1837 per ospitare gli spettacoli circensi, inizialmente scoperto, con due file di palchetti. Poi è stato costruito il tetto e per un secolo e mezzo, fino al 1983, era stato una delle istituzioni della città. Sul suo palcoscenico erano passati i più grandi, da Totò a Roberto Benigni, da Domenico Modugno e Paolo Conte. Poi, per 25 anni, è stato chiuso e abbandonato.

    Dal 2012, dopo un lungo e complicato intervento di restauro, che lo ha trasformato in un luogo tecnologicamente all’avanguardia pur conservandone il fascino ottocentesco,  il Ristori ha riaperto, diventando subito un punto di riferimento importante dell’offerta culturale a Verona . Oggi ospita diverse rassegne, dalla danza contemporanea alla musica jazz, mentre la domenica pomeriggio è tradizionalmente riservata alla proiezione di opere o concerti.

     

    Un spazio nuovo di zecca è invece il Teatro Fonderia Aperta, che ha aperto nel 2015. Siamo a pochi minuti a piedi da piazza Bra, nei locali adiacenti ad un istituto professionale che, un tempo, aveva un laboratorio di fonderia. Poi, con l’evolversi dell’industria manufatturiera, quel laboratorio è diventato obsoleto ed è stato chiuso. Fino a che un regista  veronese l’ha visto e se n’è innamorato.

    Roberto Totola, questo il suo nome, ci ha messo più di dieci anni a realizzare il suo sogno. Ha radunato qualche amico e, nei ritagli di tempo, ha imparato a fare il falegname, l’imbianchino e il muratore (di questa piccola epopea ha fatto anche un film),  sempre con l’obiettivo di mantenere  lo spirito di “fabbrica” del luogo, con i suoi macchinari e  le sue strutture.

    E’ un luogo dal fascino indescrivibile: quando sono stato all’inaugurazione mi ha ricordato un teatro off di New York, o uno di quei luoghi che rendono speciale Berlino.  In cartellone rappresentazioni teatrali e concerti, ma vale la pena farci un salto anche solo per un drink, giusto per respirare un po’ dell’atmosfera.

    Non è oggi un’esagerazione parlare di Verona come una delle capitali italiane del teatro, specialmente dopo l’annuncio,  a inizio 2016, che Dario Fo - l’ultimo italiano a vincere il premio Nobel per la letteratura, nel 1997  - ha deciso di trasferire il suo immenso archivio proprio a Verona. Fo è di Milano, ma qui ha trovato lo spazio che da tempo cercava per realizzare il sogno di una vita: un museo-laboratorio del teatro italiano, dal Medio Evo ai giorni nostri.

    L’archivio di Fo- ribattezzato Musalab - si trova in una delle zone potenzialmente più interessanti di Verona, gli ex magazzini generali, che dal dopoguerra fino agli anni novanta sono stati uno dei cuori produttivi della città, proprio di fronte alla fiera. Da qualche tempo, quegli enormi spazi stanno venendo riqualificati e qui troveranno spazi uffici, negozi e aree verdi, oltre allo stesso archivio di Fo, ospitato nei locali veronesi dell’Archivio di Stato.

     

     

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